Impara a leggere la tua busta paga e a gestire il tuo rapporto di lavoro (dipendente, di collaborazione, precario)
mercoledì 13 gennaio 2010
Sciopero e tredicesima mensilità
Viene quindi applicata alla tredicesima mensilità una trattenuta proporzionata alle ore di assenza per sciopero.
Maternità e tredicesima mensilità
1) Congedo di maternità o paternità (la vecchia astensione obbligatoria): in generale, la tredicesima mensilità non è influenzata dal congedo di maternità.
Quindi il lavoratore dipendente in congedo di maternità o paternità ha diritto all’intero importo della tredicesima mensilità a fine anno.
Il contratto collettivo (in pochi casi) può prevedere un trattamento diverso e, quindi, una trattenuta parziale della tredicesima mensilità.
- Congedo parentale (la vecchia astensione facoltativa): la tredicesima mensilità non spetta per i periodi di congedo parentale.
Vengono quindi trattenuti dalla tredicesima mensilità tanti dodicesimi quanti sono i mesi di assenza.
- Riposi giornalieri (il vecchio allattamento): la tredicesima mensilità non è influenzata dai riposi giornalieri.
Quindi il lavoratore dipendente che usufruisce di riposi giornalieri ha diritto all’intero importo della tredicesima mensilità.
- Malattia del figlio: la tredicesima mensilità non spetta per i periodi di assenza per malattia del figlio.
Viene quindi applicata alla tredicesima mensilità una trattenuta proporzionata ai giorni di assenza.
Infortunio e tredicesima mensilità
Quindi il lavoratore dipendente infortunato ha diritto all’intero importo della tredicesima mensilità a fine anno.
Il contratto collettivo (in pochi casi) può prevedere un trattamento diverso e, quindi, una piccola trattenuta, specialmente per i primi tre giorni di infortunio (carenza).
Malattia e tredicesima mensilità
Quindi il lavoratore dipendente in malattia ha diritto all’intero importo della tredicesima mensilità a fine anno.
Il contratto collettivo (in pochi casi) può prevedere un trattamento diverso e, quindi, una piccola trattenuta, specialmente per i primi tre giorni di malattia (carenza).
Ferie e tredicesima mensilità
Quindi il lavoratore dipendente in ferie ha diritto all’intero importo della tredicesima mensilità a fine anno.
Pagamento della tredicesima mensilità
Per i lavoratori che terminano il contratto di lavoro prima della fine dell’anno, la tredicesima mensilità viene pagata sull’ultima busta paga, insieme alle altre somme che vengono date al termine del rapporto di lavoro (ferie e permessi residui, eventuale quattordicesima mensilità).
Lavoratori precari, neoassunti, licenziati e tredicesima mensilità
I lavoratori con contratto di lavoro non dipendente (collaboratori a progetto o meno, collaboratori occasionali, amministratori, lavoratori autonomi, “partite iva”, associati in partecipazione, voucher, stagisti, tirocinanti e praticanti, lavoratori in nero ecc.) non hanno diritto alla tredicesima mensilità.
I lavoratori dipendenti (precari o meno) assunti o cessati nel corso dell’anno per qualunque motivo hanno diritto a percepire 1/12 di tredicesima mensilità lorda per ogni mese intero lavorato.
Ad esempio un lavoratore assunto il 1° luglio che lavora fino a fine anno ha diritto a 6/12 di tredicesima mensilità, un dodicesimo per ognuno dei 6 mesi lavorati.
E’ più complicato il calcolo dei mesi parzialmente lavorati.
Infatti in questo caso ogni contratto collettivo prevede norme di calcolo diverse per stabilire se il mese lavorato solo in parte dà diritto ad 1/12 di tredicesima mensilità o meno.
Una regola molto diffusa, ma non generale prevede il pagamento di 1/12 di tredicesima mensilità a tutti coloro che siano stati in azienda per almeno 15 giorni nel mese.
Il contratto collettivo può però stabilire una norma diversa da questa.
Calcolo della tredicesima mensilità netta (Inps e Irpef)
Alla tredicesima mensilità si applicano i contributi Inps come su tutte le altre mensilità, quindi non ci sono norme particolari in questo caso.
Gli altri contributi minori, invece possono essere trattenuti dalla tredicesima mensilità o meno a seconda delle specifiche normative dei vari enti.
Per quanto riguarda l’Irpef, la trattenuta effettuata è basata come sempre sul reddito complessivo del lavoratore nel corso dell’anno.
Tuttavia, mentre sulle mensilità normali tale trattenuta Irepf è ridotta dall’applicazione delle detrazioni d’imposta; sulla tredicesima mensilità non si applicano tali detrazioni e quindi la trattenuta Irpef è decisamente più rilevante.
E’ per questo che solitamente l’importo netto della tredicesima mensilità è più basso di quello di una mensilità normale.
Infine, sulla tredicesima mensilità non vengono trattenute l’addizionale regionale all’Irpef e l’addizionale comunale all’Irpef.
Calcolo della tredicesima mensilità lorda
Per i lavoratori dipendenti in servizio tutto l’anno (da gennaio a dicembre), la tredicesima mensilità è pari a una normale mensilità di retribuzione.
Attenzione però, stiamo parlando dello stipendio contrattuale, cioè quello che viene indicato nella parte alta della busta paga.
Vengono esclusi tutti quegli elementi e indennità che dipendono dal lavoro effettivamente svolto nel mese.
Quindi dal calcolo della tredicesima mensilità vengono escluse tutte le indennità per lavoro notturno, a turni e simili, le indennità di trasferta, di trasporto, di cassa, di mensa, i buoni pasto e simili, lo straordinario di ogni tipo.
Pertanto la retribuzione lorda per la tredicesima mensilità può essere più bassa di quella normale.
Stesse regole nel caso di lavoratori part-time.
E’ diverso invece il caso di lavoratori dipendenti assunti o licenziati nel corso dell’anno, così come il caso di lavoratori che si siano assentati dal lavoro durante l’anno. (vedi)
Il contratto collettivo può ovviamente stabilire norme diverse da quelle generali qui esposte.